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G20. Nessun vero accordo, nel 2011 linee guida sugli squilibri commerciali

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G20. Nessun vero accordo, nel 2011 linee guida sugli squilibri commerciali

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Nessuno accordo, ma solo una tregua. Il G20 di Seul si è chiuso senza una vera soluzione alla guerra delle valute che vede protagonisti Cina e Stati Uniti. “No alle svalutazioni competitive” e “cambi determinati dai mercati” le dichiarazioni del comunicato finale. 
 
Quanto agli squilibri commerciali è affidata a un gruppo di lavoro la definizione di linee guida che dovranno essere presentate ai ministri delle Finanze nel 2011.
 
“Così come le economie più avanzate devono lavorare per mantenere la stabilità nelle riserve monetarie, le economie emergenti devono adeguare le valute all’andamento del mercato”, afferma il presidente statunitense Barack Obama. “Questo è un problema che ho sollevato con il presidente cinese Hu Jintao, continueremo a monitorare l’apprezzamento dello yuan. Dobbiamo tutti evitare azioni che fanno perdurare squilibri e danno a certi Paesi indebiti vantaggi su altri”.
 
Il vertice ha adottato un piano di azione per i Paesi in via di sviluppo, nel campo delle infrastrutture, la sicurezza alimentare e l’evasione fiscale. Una proposta troppo vaga secondo le ong. 
 
“Siamo soddisfatti dell’esito del summit di Seul, perché si è discusso seriamente di povertà e sviluppo”, dice Anselmo Lee della Global Call to Action Against Poverty. “Ma siamo anche preoccupati per la direzione presa visto che sono state fatte molte promesse, ma nessun piano concreto e la società civile non ha avuto voce”.
  
Seamus Kearney, Euronews:
“I leader sono andati via, restano gli ultimi giornalisti che cercano di capire il comunicato finale. Com‘è spesso il caso dopo i summit del G20
i leader hanno dato la loro interpretazione positiva delle cose, i gruppi d’azione dicono che le promesse sono buone, ma che devono essere mantenute, e il Paese ospite afferma che tutto è andato secondo i piani. Naturalmente le voci critiche differiranno”.