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Stupefacenti: 33 nuove sostanze spacciate nel 2010

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Stupefacenti: 33 nuove sostanze spacciate nel 2010

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La cocaina resta una delle droghe più diffuse in Europa, anche se nell’ultimo anno è stato spacciato un numero record di nuove sostanze stupefacenti.

Gli esperti dell’Osservatorio europeo sulla droga e la tossicodipendenza hanno presentato a Lisbona il loro rapporto annuale.

A preoccupare sono i tagli alla spesa pubblica effettuati in diversi paesi, che minacciano di vanificare i risultati ottenuti negli anni passati sul recupero dei tossicodipendenti.

Wolfgang Götz, direttore dell’Osservatorio: “Il rapporto offre un quadro accurato. Ma noi lavoriamo con le informazioni disponibili, quelle che riceviamo dagli stati membri. La raccolta di informazioni e la metodologia di analisi possono sempre essere migliorate. Ed è a questo che stiamo lavorando”.

L’osservatorio lancia l’allarme sulle nuove droghe immesse sul mercato illegale: 24 nel 2009 e 33 nel 2010. Ma è ancora presto per valutare l’impatto delle nuove sostanze sulla salute.

Il nostro inviato a Lisbona, Tiago Marques: “Qui a Lisbona, l’Osservatorio raccoglie e analizza informazioni provenienti dai 27 stati membri sulle vie per il traffico di stupefacenti e sui consumi di droga. Ma per cogliere le specificità di ogni paese, bisogna andare sul campo”.

Nel 2001, il governo portoghese ha depenalizzato il consumo di droga: una legge giudicata un punto di riferimento in Europa. Il consumo non è reato e il consumatore ha lo status di un malato che necessita di cure mediche. Secondo alcuni, questa legge ha reso il trattamento delle tossicodipendenze più accessibile a tutti.

Miguel Vasconcelos, Psichiatra al centro per le tossicodipendenze di Taipas: “Penso che abbia fortemente ridotto l’impatto sociale e al tempo stesso ha facilitato l’accesso alle cure. Credo che oggi, in Portogallo, il problema possa venire alla luce in uno stadio precoce e questo ci offre più opportunità di aiutare chi versa in gravi condizioni”.

Il numero di persone che si sono rivolte a centri per la disintossicazione, in Portogallo, è in aumento. Più di diecimila nel 2009. Un risultato importante che rischia di essere pregiudicato dalla crisi.