ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Sahara occidentale: superare l'impasse

Lettura in corso:

Sahara occidentale: superare l'impasse

Dimensioni di testo Aa Aa

Nè pace nè guerra nel Sahara occidentale. La vicenda dell’ex colonia spagnola sembrava praticamente dimenticata quando i violenti scontri di questa settimana, nella città di Al Ajoun, hanno ricordato al mondo che resta ancora da risolvere la situazione di stallo tra il Marocco e il movimento indipendentista Polisario.

La violenza è scoppiata lunedì quando le autorità di Rabat hanno preso d’assalto un accampamento nei pressi di Al Ajoun. Il Marocco parla di cinque persone uccise negli scontri. Polisario ribatte sostenendo che undici civili sono morti. Oltre a 700 feriti e 160 scomparsi.

I manifestanti raccontano di aver allestito le tende per chiedere lavoro e migliori condizioni di vita, ma un attivista per l’indipendenza, raggiunto al telefono, ricorda che la posta in gioco è molto più alta: “I manifestanti – dice Lahcen Dalil – vogliono un referendum, vogliono che le Nazioni Unite organizzino un referendum per l’autodeterminazione, perché qui, nel Sahara Occidentale, le condizioni di vita sono pessime ed è per questo che la nostra pazienza è finita, perché non vogliamo rimanere ancora a lungo senza una soluzione.”

Un referendum per l’indipendenza, questo è ciò che chiede il Fronte Polisario dal 1975, quando il Marocco inviò 350mila cittadini nella ‘Marcia Verde’ per annettere la regione. In precedenza il Sahara occidentale era una colonia spagnola.

Il Fronte Polisario portò avanti azioni di guerriglia per l’indipendenza fino a quando nel 1991 le Nazioni Unite imposero il cessate il fuoco.
Da allora il Marocco controlla la zona a nord e quella a ovest della regione, mentre Polisario quelle prossime ai confini con Mauritania e Algeria.

La tregua includeva la promessa di un referendum, che però non venne mai organizzato. La Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, autoproclamata dal fronte Polisario nel 1976 è stata comunque riconosciuta da numerosi governi e dall’intera Unione Africana.

Mentre dal 2007 Marocco e Fronte Polisario sono tornati a negoziare sotto l’egida delle Nazioni Unite, decine di migliaia di Saharawi vivono da decenni nei campi per rifugiati. Intanto le posizioni restano divergenti: Polisario continua a chiedere un referendum, ma il Marocco è pronto a discutere solo di un’eventuale autonomia della regione.