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La guerra delle moneta: tema caldo al G20

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La guerra delle moneta: tema caldo al G20

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A Seul in stato d’assedio arriva il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, segue il primo ministro canadese e signora, il presidente della Russia Medvedev, il primo ministro dell’Australia. In attesa del vertice dei paesi del G20, a Seul non mancano di certo le attrazioni turistiche su cui vigilano con occhio implacabile poliziotti cui nulla sfugge.

E intanto in piena guerra delle monete la Cina ha preso provvedimenti contro la politica della Federal Reserve, l’istituto di emissione americano. Tra questi un piu’ rigido controllo sugli investimenti azionari da parte di società straniere e sui rimpatri di capitali di imprese finanziarie cinesi all’estero.

A Pechino non digeriscono affatto la richiesta di Washington di rivalutare lo yuan, il cui cambio troppo basso sul dollaro, ha come effetto principale di aumentare il disavanzo ccommerciale americano.

Ottimista é questo analista sudcoreano secondo cui é possibile un’intesa sulle monete a condizione che Cina, Giappone e Corea del sud abbiano un atteggiamento comune di fronte agli Stati Uniti, il cui obiettivo é far scendere il surplus commerciale.

Per il momento la moneta cinese ha reagito con una certa volatilità per chiudere in deciso rialzo, il piu’ alo dall’epoca dell’ultima rivalutazione che risale al 2005. Una proposta che farà discutere é inoltre quella fatta dal ministro brasiliano dell’economia. A suo parere la riforma del sistema finanziario internazionale é possibile con la creazione di una moneta alternativa al dollaro.

Insomma nessun dubbio che a Seul la guerra delle monete sarà il tema forte in agenda durnate i due giorni del vertice. Anche se non mancano altri argomenti con pesanti ripercussioni come la creazione di reti di sicurezza per i mercati o la riforma del sistema finanziario