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In dicembre nuovi negoziati su Sahara Occidentale

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In dicembre nuovi negoziati su Sahara Occidentale

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I negoziati tra Marocco e Fronte Polisario sul futuro del Sahara Occidentale avranno un seguito, in dicembre e in gennaio. E’ il solo spiraglio di luce venuto da New York dove si è svolto il terzo round informale d’incontri tra le parti sotto l’egida dell’Onu.

Mentre a migliaia di chilometri, nel deserto africano, restano la violenza e l’incertezza sugli scontri nel campo di Gdim Izik, vicino a Laayoune.

La caccia alla popolazione saharawi da parte dell’esercito marocchino starebbe continuando. Mentre le autorità di Rabat parlano di una giornata di calma dopo gli scontri che, secondo il Fronte Polisario, hanno fatto 11 morti e oltre 700 feriti.

“Non possiamo uscire dal campo” racconta un attivista pro-referendum. “Non possiamo confermare quanti sono i morti. Personalmente ho visto un cadavere. Ma diverse persone sono morte, lo abbiamo saputo al telefono, da amici, ma non sappiamo esattamente di quante persone si tratti”.

La decisione di dare un futuro ai negoziati è un granello di sabbia nel deserto di due posizioni che restano contrapposte: il Marocco non transige sulla sovranità da mantenere nel territorio che fu della Spagna e sul quale marciò 35 anni fa esatti. I saharawi chiedono un referendum per scegliere tra indipendenza, autonomia o integrazione.