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Giordania, buona affluenza alle legislative

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Giordania, buona affluenza alle legislative

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Buona affluenza alle urne in Giordania, dove si profila come previsto un parlamento filogovernativo. I dati ufficiali sul rinnovo dei 120 membri della camera bassa saranno annunciati questo mercoledì.

L’affluenza è stata del 53 per cento. Le elezioni, le prime monitorate da osservatori internazionali, sono state boicottate dal principale partito d’opposizione, il fronte dell’azione islamica.

“Per noi è chiaro che l’unico modo per cambiare qualsiasi cosa ritengano non corretta sia attraverso il processo democratico, il parlamento, votando su cose su cui sono d’accordo come su cose su cui non lo sono”, afferma il primo ministro Samir Rafai. “Ci dispiace che non stiano partecipando, ma è una loro scelta”.

Dei 763 candidati meno di un decimo era espressione di partiti politici, la maggior parte personalità indipendenti sostenute dalle comunità tribali, in gran parte legate al re Abdallah.
Sono queste ad aver participato maggiormente al voto.

“Secondo i primi dati”, dice il capo della commissione elettorale Amer Bani Amer, “c‘è stata una buona affluenza nel nord e nel sud, mentre nel centro è stata debole”.

Le elezioni sono state anche segnate da violenze, un uomo è rimasto ucciso in uno scontro tra sostenitori di candidati rivali nel sud.

Gli islamici affermano di essere penalizzati dalla recente legge elettorale che aumenta la rappresentanza dei beduini del deserto, fedeli alla monarchia hashemita.

“I colori della nuova assemblea giordana dovrebbero delinearsi nelle prossime ore”, afferma il corrispondente di Euronews Mohamed Elhamy, “ma in assenza di forze politiche d’opposizione molti analisti sono scettici. Temono per il futuro funzionamento di questa istituzione”.