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Elezioni Giordania, vittoria dei filo-governativi

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Elezioni Giordania, vittoria dei filo-governativi

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Vittoria schiacciante dei candidati filo-governativi e vicini al re Abdullah II nelle elezioni parlamentari tenutesi in Giordania. I gruppi d’opposizione che hanno boicottato le urne hanno contestato i risultati del voto, da loro giudicato “truccato”.

La maggioranza dei 120 deputati dell’Assemblea sono ex generali degli apparati di sicurezza, rappresentanti governativi, leader tribali e personaggi indipendenti.

“Abbiamo avuto un’affluenza pari al 53 per cento” ha affermato il Ministro dell’Interno Nayef Qadi. “Il governo è soddisfatto di questo dato”. La cifra è tuttavia contestata dai partiti islamici, che la giudicano esagerata.

Così commenta il risultato delle elezioni Hamza Mansur, segretario generale del Fronte d’azione islamica: “Si tratta di uno scenario penoso per tutti i giordani e temo che innescherà una reazione tra gli stessi: potrebbero iniziare a pensare di non aver bisogno di elezioni. Che il governo, quindi, può avere un controllo unilaterale del Paese e che potrebbe non esserci una legislatura”.

In occasione delle elezioni, in Giordania si sono verificati scontri tra clan. A sud della capitale Amman un uomo è stato ucciso in una sparatoria fra tribù rivali.

Tra gli eletti, un’ottantina rappresentano delle ‘new entry’. Le donne sono tredici, una in più del numero previsto dalla cosiddetta ‘quota rosa’.