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Crollo domus Pompei: Bondi si difende

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Crollo domus Pompei: Bondi si difende

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Nel suo slalom tra bunga bunga, emergenze rifiuti, inondazioni e liti interne, è sulle pietre crollate della casa dei gladiatori di Pompei che potrebbe inciampare il governo Berlusconi.

L’opposizione chiede la testa del ministro dei beni e delle attività culturali Sandro Bondi, gli stessi finiani auspicano un suo passo indietro spontaneo.

Lui in aula si difende così: “Chiedete pure le mie dimissioni ma non sarebbe un atto politicamente e moralmente giusto. Non solo non merito un tale trattamento ma sarebbe a mio avviso un segno uletriore dell’incattivimento della lotta politica”.

Il Partito democratico annuncia la mozione di sfiducia:

“Io penso che il ministro debba prendere atto che la maggioranza di quest’aula ha chiesto un gesto di responsabilità attraverso le dimissioni”, dice Dario Francheschini del Pd, “e quindi rassegni le dimissioni”.

Il governo è accusato di negligenza e cattiva gestione per il crollo della domus pompeiana, considerata ad alto rischio fin dal 2006.

Per il presidente Giorgio Napolitano, un danno che è una vergogna per l’Italia.