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La Giordania alle urne

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La Giordania alle urne

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Martedì di voto in Giordania. Nel Paese 2 milioni e 400 mila elettori sono chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento. Ma il risultato si annuncia scontato. A vincere saranno i candidati tribali, perché i principali gruppi di opposizione come il Fronte di Azione Islamica e i Fratelli musulmani hanno invitato i loro sostenitori al boicottaggio. Nel loro mirino la legge elettorale, accusata di favorire i filo-governativi, e il timore di brogli.

Il Paese sta attraversando una difficile crisi economica con un deficit di bilancio di più di un miliardo e 400 milioni di euro.

Dodici i seggi riservati alle donne: “Questo accade – sostiene la candidata Reem Al-Qasim – perché gli uomini nella società araba hanno un peso finanziario. In generale abbiamo una leadership maschile perché le possibilità finanziarie degli uomini sono maggiori rispetto a quelle delle donne, il che li rende capaci di spendere di più per convincere gli elettori”.

Una quota, quella femminile, che raddoppia rispetto a quella attuale e che si attesta al 10% del totale dei seggi.

“Nonostante il notevole aumento di candidate alle elezioni negli ultimi anni, diversi ostacoli restano sulla strada delle donne giordane e al loro diritto di partecipare attivamente alla vita politica giordana, forse le quote femminili sono l’unico modo per permettere il loro ingresso nell’arena politica”.