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Europei alla conquista della Cina

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Europei alla conquista della Cina

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Dopo Italia, Francia e Portogallo, e subito prima del G20 che dovrà pensare alle misure da prendere per ridurre gli squilibri commerciali e scongiurare una guerra delle valute, tocca ora alla Gran Bretagna trarre il massimo del profitto dal partner asiatico.

La Cina ha di fatto ormai scavalcato il Giappone, diventando la seconda potenza mondiale, con una crescita al 10 per cento che è uno schiaffo alla crisi. È il secondo partner commerciale dell’Unione europea dopo gli Stati Uniti. Impossibile per i Ventisette ignorarla.

In meno di 10 anni, gli scambi fra le due potenze sono triplicati. Le esportazioni dell’Unione europea verso la Cina erano di 26 miliardi di euro nel 2000, nel 2009 hanno raggiunto gli 82 miliardi. Le importazioni sono passate da 75 a 250 miliardi. Il deficit commerciale ha sfiorato nel 2008 i 170 miliardi di euro.

Negli ultimi anni, lo squilibrio degli scambi commerciali fra i due partner si è fatto più evidente. E questo nonostante il fatto che la Cina, dall’inizio della crisi finanziaria, abbia cercato di ridurlo in particolare aumentando le importazioni provenienti dai Ventisette. Ma i prodotti cinesi trovano più opportunità sui mercati europei che non il contrario.

Il primo partner europeo della Cina è la Germania, con il 43 per cento delle esportazioni dell’Unione. Francia, Italia, Regno Unito seguono, ma da lontano. Anche nelle importazioni di prodotti cinesi i tedeschi si piazzano in cima alla classifica. I Paesi Bassi, secondi, soffrono di un deficit commerciale record.

La situazione comincia però a riequilibrarsi in alcuni settori. Quello dell’automobile, per esempio. La Cina è diventata il primo mercato mondiale nel 2009, con 37 milioni di veicoli venduti. E per quest’anno è previsto un ulteriore aumento delle vendite del 20 per cento.