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Elezioni in Giordania: l'opposizione invita al boicottaggio

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Elezioni in Giordania: l'opposizione invita al boicottaggio

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Non andate a votare, il risultato è già scritto, prima va cambiata la legge elettorale.

Questo l’appello rivolto ai giordani dai principali partiti di opposizione, Fronte di Azione Islamica e Fratelli musulmani in testa, alla vigilia delle legislative.

In lizza l’elezione del sedicesimo parlamento, più di 830 candidati per 120 seggi in un paese in piena crisi economica.

“L’attuale legge elettorale non porterà a un parlamento davvero rappresentativo della volontà degli elettori”, dice Jamil Abu Baker, portavoce del Fronte di azione islamico, “in grado di adempiere agli obblighi politici e costituzionali”.

Quasi un anno fa, lo scioglimento delle Camere da parte del re Abdullah II.

Oggi, il timore sono i brogli e la nuova legge elettorale accusata di favorire i filo-governativi.

Ma per i piccoli partiti indipendenti vale la pena lo stesso di andare alle urne: “Per la prima volta siamo pronti a scommettere che queste elezioni saranno corrette”,commenta Jamal Al-Alawi, “Se non ne fossi convinto, non parteciperei”.

“La mancata riforma di politica e legge elettorale” dice Mohamed Elhamy di Euronews, “è la ragione addotta dall’opposizione nel suo appello al boicottaggio. Il peso reale di questo appello emergerà solo con il rilevamento del tasso di partecipazione”.