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Voto sotto controllo militare a Myanmar

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Voto sotto controllo militare a Myanmar

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Seggi aperti a Myanmar per le prime elezioni da 20 anni a questa parte, elezioni pero’ controllate in modo ferreo dal regime e che per questo motivo in Occidente vengono considerate poco più che una farsa.
Gli elettori birmani sono 29 milioni. Il sistema elettorale ritagliato su misura per favorire il partito al potere e le intimidazioni segnalate dai partiti che hanno comunque deciso di non boicottare il voto fanno si che il risultato sia praticamente già conosciuto.

Persino il Partito di unità nazionale che riunisce molti esponenti della vecchia giunta militare ha presentato una denuncia per irregolarità alla commissione elettorale.

Rangoon è pattugliata da soldati in armi.
La Lega Nazionale per la democrazia, il partito del premio Nobel Aung San Suu Kyi, non prende parte al voto. La donna, divenuta l’icona della lotta dei birmani per la democrazia tra pochi giorni potrebbe lasciare gli arresti domiciliari a cui è condannata da 7 anni. Forse stavolta i generali manterranno la promessa di liiberarla