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In Grecia un voto locale "oscurato" dalle misure anti-crisi

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In Grecia un voto locale "oscurato" dalle misure anti-crisi

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Quello di oggi è il primo voto post riforma degli enti locali, che il governo socialista ha voluto per razionalizzare costi e funzioni. Ma per molti elettori greci, la riorganizzazione amministrativa passa in secondo piano rispetto alle problematiche nazionali. “Ho votato con l’intenzione di mostrare al governo – dice un elettore di Atene – che sono contrario alle misure che ha adottato”. “Dobbiamo dare un voto di fiducia al governo – dice invece una donna -. Ha lavorato duramente per noi, sta lavorando per noi, non ci sta ingannando. La situazione è difficile dobbiamo fare qualcosa per l’economia, dobbiamo fare qualcosa”.

Per qualcuno, però, le riforme adottate per uscire dall’abisso economico, grazie anche al prestito di Unione europea e Fondon Monetario Internazionale hanno oscurato ingiustamente i problemi locali: “Sono tutti così arrabbiati con tutti i partiti – afferma una elettrice -, per questo si dà più importanza alla dimensione nazionale. Non dovrebbe essere così. Al centro dovrebbero esserci i problemi dei cittadini. Sfortunatamente non è così”.

Il numero di entità locali è stato ridotto, aumentati, invece, i poteri dei governatori regionali, per la prima volta eletti direttamente. Ma questi cambiamenti, oggi, non sembrano avere un grande peso nella scelta degli elettori.