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Obama secondo tempo: strada in salita

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Obama secondo tempo: strada in salita

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Il giorno dopo la batosta è il momento del mea culpa e delle analisi sulle cause della sconfitta. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è assunto la responsabilità del risultato delle elezioni di metà mandato che hanno sancito la più radicale avanzata dei repubblicani da decenni.

“Negli ultimi 2 anni abbiamo fatto dei progressi, ma evidentemente molti americani non hanno percepito tali progressi. E ce lo hanno detto ieri. Come Presidente, me ne assumo la completa responsabilità” ha detto.

I Democratici hanno perso la maggioranza alla Camera. Sono invece riusciti, di stretta misura, a mantenere il controllo del Senato.

Situazione prevista dai sondaggi e che costringe il Presidente a imprimere una svolta al secondo biennio del suo mandato. La ricerca del dialogo coi repubblicani è d’obbligo per l’inquilino della Casa Bianca. Il problema è: troverà Obama terreno fertile per lavorare su temi condivisi? Secondo Charles Kupchan, della Georgetown University, no.

“Non sappiamo esattamente cosa i repubblicani abbiano in serbo” spiega. “Ma hanno detto chiaramente che uno dei loro obiettivi è evitare che Obama ottenga un secondo mandato. Non è un buon segno. Lascia pensare che dai repubblicani ci si debba attendere un ruolo da sabotatori e non certo da partito che cerca il terreno d’intesa con la Casa Bianca”.

Il repubblicano John A. Boehner, prossimo speaker della Camera, dovrebbe teoricamente essere l’uomo del dialogo.Ma la sua promessa di fare di tutto per abrogare la riforma della sanità, fiore all’occhiello di Obama, la dice lunga.