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Kupchan: dopo il voto, il governo statunitense rischia la paralisi

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Kupchan: dopo il voto, il governo statunitense rischia la paralisi

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Euronews: Parliamo adesso dell’impatto di queste elezioni con il professor Charles Kupchan dell’Università Georgetown, che è in colegamento con noi da Washington. Prima di tutto, c‘è qualcosa che l’ha sorpresa in questo voto?

Charles Kupchan: Non credo che l’esito del voto sia tanto diverso da quanto preannunciavano i sondaggi. Era previsto che i repubblicani conquistassero la Camera e lo hanno fatto. Secondo me la questione chiave in questo momento è questa: come si comporteranno il presidente e i repubblicani in questa situazione di divisione? Cercheranno di lavorare insieme per dirigere un paese che ha un disperato bisogno di buon governo oppure assisteremo a due anni di scontri, fino alle presidenziali del duemiladodici?

Euronews: Il voto di martedì è stato chiaramente un referendum contro Washington, il presidente Obama e la politica dello statu quo. In che misura indica anche una segno di popolarità della politica repubblicana?

C. Kupchan: È stato più di un voto di protesta, è stato anche una chiara presa di posizione a favore dell’agenda repubblicana. Dopo la vittoria di Obama tutti ci siamo detti: i democratici domineranno per un sacco di anni. Adesso sentiamo già commenti del tipo: i repubblicani si riprendono il paese. Abbiamo di fronte un’America che è profondamente divisa. I centristi una volta votano per i democratici e la volta successiva per i repubblicani. Entro il 2012 potrebbero cambiare idea un’altra volta.

Euronews: Il probabile prossimo speaker della Camera, John Boehner, adesso ha uno dei compiti più ardui a Washington, perché i repubblicani passeranno all’azione. Agiranno con un piano preordinato oppure si limiteranno semplicemente a scuotere la barca di Obama?

C. Kupchan: È troppo presto per dirlo. Dobbiamo capire come i repubblicani utilizzeranno la loro leadership alla Camera. Non si può negare che fino ad ora i repubblicani siano stati generalmente il partito del no. Non hanno proposto una visione articolata, i Tea party come i leader repubblicani alla Camera o al Senato. Quindi non sappiamo esattamente che asso abbiano nella manica. Sappiamo che uno dei loro obiettivi è quello di non consentire a Obama di fare un secondo mandato. I repubblicani potrebbero voler giocare il ruolo dell’asso pigliatutto, non sembra che il loro partito stia cercando un terreno d’intesa con la Casa Bianca. È troppo presto per dirlo , ma ho paura che ci dirigiamo verso un periodo di ingorghi e che non andiamo nella direzione di un’era di cooperazione fra le parti.

Euronews: Rispetto al movimento dei Tea party… Per alcuni editorialisti europei si tratta di persone ignoranti. Avranno un impatto sulle scelte politiche dei prossimi anni?

C. Kupchan: Penso certamente di sì. Alcuni loro candidati hanno avuto ottimi ririsultati. I Tea party hanno influenzato il programma repubblicano. Non vengono da chissà dove, discendono da una lunga tradizione della politica americana, quella libertaria, che considera il governo come un’entità da tagliare.

Euronews: Un’ultima domanda professor Kupchan, gli statunitensi hanno rimescolato le loro carte, ciò creerà nuove opportunità a livello internazionale?

C. Kupchan: Il principale risultato di queste elezioni è che per Obama sarà più difficile agire, all’interno come all’estero. Avrà le mani legate al Senato sul controllo delle armi. Non avrà lo stesso margine di azione che aveva prima su questioni quali i rapporti con la Russia, con Cuba, e nel Medioriente e ciò a causa dell’opposizione dei repubblicani. Così il principale messaggio agli europei e agli altri è che ci sarà potenzialmente un vuoto politico a livello globale per i prossimi due anni.

Euronews: Ringraziamo il professor Charles Kupchan, dell’Università Georgetown.