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Dopo elezioni Usa: le sfide per l'Europa

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Dopo elezioni Usa: le sfide per l'Europa

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Fred Bouchard, euronews:L’economia degli Stati Uniti va male e stenta a riprendere quota. Anche l’Europa, malgrado le difficoltà, e grazie alla locomotiva Germania, sta facendo di più.
Signor Joao Valde de Almeida, lei è l’ambasciatore dell’Unione europea negli Usa. Il prossimo 20 novembre si terrà il summit Unione europea Stati Uniti.
Il presidente Obama sarà politicamente più debole. Quale sarà il messaggio degli europei al presidente Obama?

João Valde de Almeida: “Bonjour, ritengo che il messaggio principale degli europei debba essere un messaggio d’impegno e fiducia.
Impegno nei rapporti transatlantici, si tratta della relazione più importante per l’Europa, ma anche per gli Stati Uniti, e fiducia a trovare insieme soluzioni adeguate.

- Quindi secondo lei la sconfitta elettorale non influenzerà le relazioni transatlantiche?

“No, come lei sa, ci sono evoluzioni politiche in seno ai 27, come ce ne sono negli Usa, bisogna rispettare la democrazia .
Io sono fiducioso nel fatto che le due principali formazioni politiche americane, democratici e repubblicani, condividono l’essenza di quest’interesse, di quest’investimento nelle relazioni transatlantiche”.

- La politica di un dollaro debole sembra essere la scelta dell’amministrazione americana.
L’Unione può pensare a un approccio di tipo concertato con gli Stati Uniti sul piano economico e monetario, visto che l’euro sembra essere la moneta di riferimento?

“Dall’inizio della crisi nel 2008 abbiamo iniziato una cooperazione molto stretta con gli Stati Uniti.
Dobbiamo ricordarci che Europa e Stati Uniti sono all’origine del G20 e il G20 e il principale organismo di gestione delle crisi economiche e finanziarie.

Discutiamo di temi complicati, non nego la complessità di problemi come quelli monetari, ma penso che non ci siano alternative, bisogna discutere per trovare soluzioni comuni. Bisogna provare insieme, europei e americani, a capire il posto che hanno i nuovi paesi emergenti e trovare buone vie di cooperazione con paesi come la Cina”.

-Con una maggioranza di appena nove seggi in più al Senato e una Camera dei rappresentanti con maggioranza repubblicana , sembra ormai difficile che il presidente Obama riesca a far approvare la legislazione sul clima. L’Unione europea ha i mezzi per essere leader in questo settore senza gli Usa?

“Crediamo che ci vogliano sforzi da parte di tutti, soprattutto da parte delle economie più importanti, siano industrializzate e sviluppate come le nostre, siano delle economie emergenti come Cina, India o Brasile.
In questo contesto ci vuole impegno, investimento politico che deve venire innanzitutto da europei e americani così da portare a trovare soluzioni equilibrate per le economie emergenti”.

-Si ma l’impegno di cui lei parla verrebbe dall’Unione europea, non dagli Stati Uniti a maggior ragione adesso con questa maggioranza al Congresso.

“Non voglio dare giudizi affrettati sulla situazione politica americana, non spetta a me, ma c‘è una responsabilità che qualsiasi uomo o donna politica deve assumersi di fronte a una sconfitta mondiale e il cambiamento climatico è una delle principali sfide cui sono confrontate le nostre società.
C‘è un dibattito che deve essere portato avanti anche con il nuovo Congresso. Noi abbiamo buoni rapporti con l’attuale congresso e li avremo anche con il prossimo. Ho già degli incontri programmati con la futura maggioranza repubblicana, bisogna insistere con determinazione”.
(non tradurre)
Monsieur l’ambassadeur merci.

Dopo l’Unione europea, cosa deve attendersi la Cina dalla nuova America. È quanto vedremo qui di seguito.
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