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Repubblicani maggioranza a camera, non in senato

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Repubblicani maggioranza a camera, non in senato

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Inizia un biennio politico difficile per il presidente americano Obama, all’indomani delle elezioni di metà mandato che hanno ribaltato i rapporti di forza al Congresso.

I repubblicani hanno conquistato la maggioranza alla Camera, come era ampiamente previsto, e si sono rafforzati al senato, senza tuttavia riuscire a prenderne il controllo.

Tra le novità, l’ingresso in Campidoglio dei Tea party, ala radicale e antitasse del partito repubblicano.

Alla Camera dei rappresentanti, i repubblicani guadagnano una sessantina di seggi. Ben più dei 39 necessari per ottenere la maggioranza. In bilico restano ancora una quindicina di stati, dove si registrano distacchi tra i candidati di poche migliaia di voti.

Per i repubblicani è un risultato storico, che non si verificava dal 1948.

Al Senato, dove erano rinnovati 37 seggi su cento, i democratici sono riusciti a contenere l’avanzata del Grand Old Party. Il partito del presidente Obama perde sei o sette seggi e si ritrova a quota 51.

Ancora da assegnare gli stati di Washington, Colorado e Alaska.