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Pacchi-bomba: resta alta l'allerta in Grecia

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Pacchi-bomba: resta alta l'allerta in Grecia

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È caccia all’uomo in Grecia per arrestare l’ondata di pacchi-bomba che dalla penisola ellenica erano destinati e in alcuni casi sono stati spediti a ambasciate o a governi stranieri.

Due i giovani arrestati finora, accusati di appartenenza a banda armata, compariranno giovedì davanti al giudice.

Sono state intanto pubblicate le foto di altri cinque sospetti d’età compresa tra i 21 e i 30 anni ricercati dall’autunno del 2009 per la loro appartenenza al gruppo anarchico “Cospirazione dei nuclei di fuoco”.

La spiegazione di quest’analista:
“Come molti paesi dell’Europa del sud, la Grecia ha da sempre avuto una tradizione di lotta armata. Non ha niente a che vedere con la situazione attuale. Questi gruppi esistevano prima dell’intervento del FMI, prima delle misure di austerità, prima della crisi, che tutti sanno è seria”.

L’allerta non rientra, anche se si è rivelato falso l’allarme scattato stamattina per un pacco sospetto all’ambasciata argentina di Atene.
Esperti di sicurezza aerea si riuniranno venerdì a Bruxelles per valutare al risposta alle nuove minacce terroristiche.

Ieri su tutta la penisola ellenica è scattato un embargo di 48 ore sulle spedizioni aeree postali.

Anche i pacchi-bomba destinati a Silvio Berlusconi e Angela Merkel erano partiti dalla Grecia

Alcuni ipotizzano un legame con gruppi anarco insurrezionalisti in Italia, altri temono che i pacchi -bomba siano un segnale di richiamo degli estremisti greci per internazionalizzare l’azione di lotta.