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Pacchi-bomba: è ancora allerta in Grecia

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Pacchi-bomba: è ancora allerta in Grecia

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La Grecia è impegnata in una grande caccia all’uomo per impedire che vengano spediti ancora pacchi-bomba a ambasciate o a governi stranieri.

Si teme che alcuni ordigni possano già trovarsi all’estero spediti prima dell’embargo di 48 ore dichiarato ieri sulle spedizioni aeree postali.

“Tutto questo ha un effetto negativo sul Paese; si tratta di pubblicità negativa per noi, all’estero. Potrebbe anche trattarsi di una cospirazione”.

“È negativo, negativo per il Paese, vista soprattutto la difficile situazione. Dobbiamo essere uniti e concentrarci su temi più importanti”.

Ma la paura invade tutte le vie d’Atene. Si è rivelato comunque falso l’allarme scattato stamattina all’ambasciata argentina per un pacco sospetto.

Due i giovani arrestati finora, accusati di appartenenza a banda armata, compariranno giovedì davanti al giudice.

La polizia fa appello a chi sa qualcosa.

Sono state pubblicate le foto di altri cinque sospetti d’età compresa tra i 21 e i 30 anni ricercati dall’autunno del 2009 per la loro appartenenza al gruppo anarchico “Cospirazione dei nuclei di fuoco”.

Tra i destinatari dei pacchi bomba la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier italiano Silvio Berlusconi e il presidente francese Sarkozy.

Secondo alcune analisi, i pacchi -bomba sono un segnale di richiamo degli estermisti greci per internazionalizzare l’azione.