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Iraq. Le bombe di ieri hanno provocato 64 morti

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Iraq. Le bombe di ieri hanno provocato 64 morti

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Il bilancio della serie di attentati di ieri a Baghdad è salito ad almeno 64 morti, mentre i feriti sono circa 360. Nella capitale irachena sono esplose 10 autobomba, tutte in quartieri a maggioranza sciita. Il ritorno della violenza su vasta scala mostra che il paese è lungi dall’essere sotto controllo, mentre la situazione politica è in fase di stallo: dopo le elezioni non si riesce ancora a formare un governo.

Il premier uscente Nouri al Maliki ha espresso la propria solidaietà ai feriti ancora ricoverati in ospedale.

Ma non sono solo gli sciiti a rischiare la vita in Iraq. Il presunto ramo iracheno di Al Qaida ha decretato che tutti i cristiani devono ormai sentirsi nel mirino. Dopo la carneficina di domenica scorsa in una chiesa siro-cattolica di Baghdad, con una sessantina di morti, però, i cristiani iracheni si dicono pronti a resistere:

“Non prestiamo attenzione a tali minacce, noi restiamo qui – dice uno di loro – Non ci preoccupiamo delle minacce”.

Gli investigatori hanno trovato tre passaporti yemeniti e due egiziani all’interno del luogo di culto. Secondo la polizia irachena sarebbero appartenuti ai kamikaze responsabili della strage.