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Un esercito per due

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Un esercito per due

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Si tratta di una cooperazione senza precedenti che risponde in primo luogo alla forte necessità di ridurre la spesa militare.

Che sarà pari a meno 8% entro il 2014 al di là della Manica, mentre in Francia prevede un taglio di 54.000 posti entro il 2016.

L’aspetto assolutamente nuovo dell’accordo è che le due potenze europee disporanno di un esercito in comune. Composto da un minimo di 3500 effettivi a un massimo di 6500, non sarà una forza permanente ma disponibile per operazioni bilaterali, della Nato, dell’Unione europea e dell’Onu.

Cinquant’anni di cooperazione avvicinano le due sponde della Manica in ambito nucleare.
Condividendo tecnologia e e esperimenti di laboratorio Londra e Parigi verificheranno sicurezza e adeguatezza dell’arsenale nucleare e porteranno avanti la ricerca per sottomarini nucleari di nuova generazione.

Parigi e Londra hanno invece abbandonato l’idea di costruire insieme una portaerei, impresa complicata e eccessivamente costosa, tenuto conto anche di scelte finora divergenti fatte dalle due capitali.

D’accordo invece per affidare a Airbus la futura flotta d’aerei militari A 400M e per la formazione congiunta dei piloti.

Un budget comune di 100 milioni di euro all’anno, 50 milioni per paese, sarà destinato alla ricerca e allo sviluppo. Dieci i settori prioritari, tra cui le comunicazioni satellitari, i sistemi aerei e navali.

L’iniziativa franco-britannica ha sollevato dubbi e perplessità, in molti temono che sia l’affondo definitivo per la mai nata difesa europea.

Londra e Parigi ribattono: l’intesa vuole servire da stimolo all’adesione di altri Paesi.