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Ultimatum ai copti. Minacce all'Egitto dopo l'attacco a Baghdad

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Ultimatum ai copti. Minacce all'Egitto dopo l'attacco a Baghdad

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Quarantotto ore per liberare le mogli di due sacerdoti che sarebbero imprigionate nei monasteri. Mentre dall’Iraq arrivano le prime immagini dell’attacco alla chiesa cattolica di Baghdad, i presunti attentatori minacciano nuove azioni contro i copti d’Egitto.

Liberare tutti i prigionieri di Al Qaida, il messaggio lanciato anche Al Cairo in successive rivendicazioni da sedicenti membri dell’organizzazione “Stato Islamico dell’Iraq”.

Sale intanto a una cinquantina di vittime e oltre 60 feriti il bilancio del sequestro di fedeli interrotto ieri dal blitz delle forze di sicurezza.

“Abbiamo deciso di non intervenire soltanto con gli elicotteri ma anche da terra – ha spiegato il Ministro della difesa iracheno, Abadul-Qadr Al-Obeidi-, perché era assolutamente impossibile attendere. I terroristi minacciavano di uccidere un grande numero dei nostri fratelli, i Cristiani che assistevano alla messa”.

Più di cento i fedeli che erano intervenuti alla funzione nella chiesa di Sayidat Al Najat, una delle più grandi di rito cattolico nella capitale irachena. Insieme ad altre quattro era già stata sei anni fa oggetto di attacchi coordinati, che avevano portato alla morte di dodici persone