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Tea Party lancia in resta contro governo e tasse

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Tea Party lancia in resta contro governo e tasse

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Un tè per mezzo milione di persone. Lo scorso 28 agosto il presentatore di Fox News Glenn Back radunava così a Washington una fiumana di militanti del Tea Party, la corrente ultra conservatrice del Partito repubblicano guidata e ispirata dall’ex candidata alla vice-presidenza Usa Sarah Palin.

Barack Obama non è invitato, al Party – o meglio, al Partito, il cui nome si ispira alla protesta del 1773 nel porto di Boston contro la tassa sul tè imposta dal governo britannico. Il prologo della rivoluzione americana.

Charlie Dunn, attivista, riassume così suoi i timori: “Abbiamo la sensazione che il governo sia fuori controllo. Cresce ogni giorno di più, creando un enorme debito che dobbiamo sobbarcarci tutti… Non solo la nostra generazione, ma anche le generazioni future. Vogliamo che smetta”.

Il Tea Party, però, non ce l’ha solo con Obama, o con i democratici, ma con l’establishment in generale. È così che nel Delaware alle primarie repubblicane il senatore uscente, moderato, Michael Castle, è stato battuto da una giovane sconosciuta dai toni populisti, Christine O’Donnell.

Toni che hanno presa su elettori come John Wallace, poliziotto in pensione dello Stato di New York. Elettori vicini alla destra cristiana, e che vedono qualunque tipo d’intervento da parte dello Stato federale come un furto ai loro danni. Ecco allora come interpretano la riforma sanitaria di Obama: “È marxista, e crede che prendermi dalle tasche denaro che guadagno con il duro lavoro, e darlo a qualcun altro – e per questo usano un termine come ‘redistribuzione’ – sia equo. Sentiamo parlare in continuazione di equità. Ma in realtà è tutto un piano tipicamente socialista”.

Un piano abilmente orchestrato dal presidente, dicono, con l’aiuto del suo braccio destro, Harry Reid, capogruppo democratico al Senato. Obama dice sempre che senza di lui non avrebbe potuto realizzare le sue riforme. Ma adesso Reid rischia di perdereil suo seggio in Nevada, insidiato da Sharron Angle, altra liberista del Tea Party. Per lei, la ricetta contro la crisi economica, che ha colpito con particolare violenza il suo Stato, è semplice: tagliare le spese. Dalla sua ha un testimonial d’eccezione, l’ex candidato alla presidenza John McCain.