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Tsunami, 400 le vittime, poche speranze di ritrovare superstiti

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Tsunami, 400 le vittime, poche speranze di ritrovare superstiti

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Sono più di 400 le vittime dello tsunami abbattutosi sull’Indonesia. I bilanci ufficiali parlano anche di oltre 300 dispersi.

Le squadre di soccorritori continuano a passare al setaccio le zone maggiormente colpite, ma la Croce Rossa avverte che sarà molto difficile trovare qualcuno ancora in vita, quattro giorni dopo lo tsunami scatenato da un terremoto di magnitudo 7,5.

I testimoni riferiscono di una onda alta più di sei metri, penetrata a più di mezzo chilometro verso l’entroterra.

Gli effetti più gravi si contano sulle isole Merawi e Java. Qui il vulcano Merapi è nuovamente tornato in attività.

Dalla prima eruzione, martedi scorso, il vulcano ha causato 34 morti e un centinaio di feriti, la maggior parte dei quali versa in gravi condizioni.

Nella regione limitrofa all’area del vulcano, uno dei più attivi del paese, le autorità hanno ordinato l’evacuazione di almeno 400.000 persone.

L’Indonesia fa parte del cosidetto Anello di Fuoco del Pacifico, una zona di grande importanza sismica.