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Ottimismo di Mosca per il Nagorno-Karabakh

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Ottimismo di Mosca per il Nagorno-Karabakh

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Moderato ottimismo di Mosca dopo l’incontro tra Armenia e Azerbaijan al vertice di Astrakhan di mercoledì.

I due paesi, dopo un conflitto quasi ventennale, hanno siglato un’intesa sulla restituzione dei prigionieri e dei militari uccisi. Ennesimo tentativo, stavolta riuscito, della diplomazia russa.

“L’accordo firmato”, ha dichiarato il presidnete russo Medvedev, “rinforza il livello di fiducia fra le parti e ha per obiettivo nell’immediato uno scambio di prigionieri e di corpi dei soldati uccisi”.

Oggetto del contendere, il Nagorno-Karabakh, enclave armena in Azerbaijan, che nel ’91 ha proclamato unilateralmente la sua indipendenza, contro il governo di Bakou ma con l’appoggio dell’esercito di Erevan.

La ripresa del dialogo è vista come un passo avanti verso la fine di una guerra costata un milione di rifugiati e oltre 30 mila morti.

Un problema che i due paesi, auspica Mosca, potrebbero cominciare a risolvere da qui al prossimo summit dell’OSCE di dicembre.