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Fallisce la sfiducia. Avanti con l'austerity in Romania

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Fallisce la sfiducia. Avanti con l'austerity in Romania

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Non basta l’assedio al parlamento di Bucarest a fermare le draconiane politiche di austerity del governo. Mentre fuori in decine di migliaia tornavano a gridare la propria rabbia, all’interno la mozione di sfiducia dell’opposizione falliva per un pugno di voti.

Ad alimentare l’esasperazione soprattutto i pesanti tagli ai salari della funzione pubblica. Riduzioni sulla carta del 25%, ma che secondo molti toccherebbero il 40%. “Che la Romania abbia finalmente i suoi diritti – invoca un manifestante -: quello di vivere, di studiare, di accedere cure mediche. Di vivere meglio, insomma!”.

Meno di 20 i voti che hanno salvato l’esecutivo del primo ministro Emil Boch. 218 contro i 236 necessari, quelli incassati dalla mozione di sfiducia proposta dall’opposizione: una vittoria governativa ampiamente annunciata, che non placa tuttavia il risentimento della piazza.

Rabbia nelle ultime ore sfociata in attriti e tensioni con la stessa polizia, che poco più di un mese fa era scesa compatta in piazza, inducendo alle dimissioni il ministro degli interni Vasile Blaga. Specchio di fratture e crisi di un paese, in cui la popolarità del governo tocca ormai secondo i sondaggi appena quota 10%.