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Il gioco del Midterm a Las Vegas

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Il gioco del Midterm a Las Vegas

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Les jeux sont faits, rien ne va plus, a Las Vegas. La capitale del gioco, la città più popolosa del Nevada, è anche uno dei centri più colpiti dalla crisi economica negli Stati Uniti.

I casinò hanno perso il 19 per cento delle entrate dal 2008.

Gli americani fuggono. Tanto che ormai L’80 per cento delle case di Las Vegas vale meno del mutuo contratto dai proprietari.

Il Nevada soffre di un tasso di disoccupazione record, al 14,7 per cento, più di cinque punti sopra la media nazionale.

I ritardi nei pagamenti dei mutui e i pignoramenti raggiungono qui il 23,6 per cento dei casi, contro il 14 per cento in media negli interi Stati Uniti.

Uno Stato alla deriva, che è diventato il campo di una delle battaglie chiave del 2 novembre per Obama. Il capogruppo democratico al Senato, Harry Reid, è minacciato dall’ultraconservatrice Sharron Angle, del Tea Party. Obama è venuto a dare manforte al suo candidato: “Se voglio poter aiutare le famiglie della classe media in tutto il paese a realizzare i loro sogni, allora voglio avere un partner nel Senato degli Stati Uniti che si chiama Harry Reid”.

Un Senato che in effetti, per tutto quel che riguarda le riforme del presidente, e in particolare quella della sanità, è stato pilotato proprio da lui: Harry Reid.

Anche Sarah Palin, ex candidata repubblicana oggi leader e ispiratrice del Tea Party, è venuta in Nevada. E anche al centro dei suoi discorsi c‘è Harry Reid, l’uomo da battere, anzi da abbattere. La sua colpa: aver tradito i principi liberisti dell’America.

“Tu hai scosso le fondamenta dell’economia a spintoni – ha accusato la Palin -, prendendone il comando e correndo in aiuto delle imprese, con politiche di tipo socialista. Spingendo in un angolino l’uomo della strada, hai scosso la nostra economia… E allora, il nostro messaggio è: noi non lavoriamo più per te, signor Reid. Goditi la pensione”.