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Haiti, più di 250 morti ma il colera rallenta

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Haiti, più di 250 morti ma il colera rallenta

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Sono più di 250 i morti per colera ad Haiti, migliaia i contagiati.

Tuttavia, le autorità parlano di un rallentamento dell’epidemia, circoscritta a nord dell’isola.

Cinque i casi registrati anche a Port-au-prince, tutti provenienti dalla stessa zona, a 100 chilometri dalla capitale.

Gli ospedali non ce la fanno: “Siamo davvero sovraccarichi”, dichiara un medico, “per il numero dei pazienti che arrivano e che siamo costretti ad accogliere”.

Altamente contagioso, il colera colpisce con nausea e dissenteria e, se non curato subito, porta alla morte in 24 ore. Più di 3000 i ricoveri, le strutture esistenti non bastano, si spera in quelle nuove promesse dalle organizzazioni umanitarie.

Terreno fertile per l’epidemia, la mancanza di igiene e di acqua potabile. La popolazione si abbevera nei fiumi, veicolo primario di contagio.

La paura, adesso, è che colpisca anche i campi profughi dove, a 9 mesi dal terremoto, vivono un milione e 300 mila senzatetto.

Quel sisma che in gennaio ha fatto 300 mila morti e che, secondo recenti studi americani, potrebbe persino ripetersi perché causato da una faglia finora sconosciuta.