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Abu Dhabi: le star di Hollywood al giovane Film Festival


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Abu Dhabi: le star di Hollywood al giovane Film Festival

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È nella sontuosa cornice dell’Emirates Palace che si è svolto il Film Festival di Abu Dhabi. I grandi nomi del cinema mondiale hanno risposto all’invito e sfilato sul tappeto rosso.

“Non ci sono molti festival nel mondo veramente importanti. E Abu Dhabi è una location molto bella per un Film Festival. La rassegna cresce, il Paese cresce, questo è il suo fascino”, ha dichiarato Jonathan Rhys-Meyers.

Uma Thurman ne condivide il giudizio: “Penso che il Festival crescerà e crescerà ancora. E lo spero perché è incredibilmente importante che ci sia dialogo e comunicazione interculturale tra tutti noi, fra Est e Ovest, Nord e Sud. Questa è la prima volta che sento una reale energia in un Festival in quest’area: sono così entusiasta per questo!”

Il direttore della kermesse Peter Scarlet, che in passato si era occupato del Festival di TriBeCa a New York, ha aperto la serata delle premiazioni.

Miglior film documentario arabo è stato “Homeland” di George Sluizer.
“Ho cominciato con questa serie di film sui Palestinesi circa quarant’anni fa, cercando con quattro film di dare dignità ai Palestinesi, che erano dei rifugiati, che erano stati cacciati dal loro Paese. Ricevere un premio in effetti, se posso dirlo, in territorio arabo, mi fa doppiamente piacere”, ha detto il regista.

Migliore film di finzione dal mondo arabo è stato “Here comes the rain” di Bahij Hojeij, sul dramma dei rapimenti durante la guerra civile in Libano.

“Questo film è un omaggio, un grande omaggio ai familiari delle persone rapite, e che aspettano ancora. E in questo film c‘è un omaggio speciale a Naife Najjar, che è molto presente malgrado la si veda poco. Rappresenta il sacrificio di una donna che ha perso la speranza di ritrovare suo figlio rapito e che si è suicidata”, ha commentato Hojeij.

Migliore film di finzione “Silent Souls” di Aleksei Fedorchenko. La strenua conservazione delle tradizioni di un minoranza etnica in Russia è l’occasione per il regista di una riflessione più generale: “Parlo di tutte le nazioni che stanno scomparendo. Se prende l’esempio delle lingue nel mondo, ce ne sono circa 6000 ma centinaia scompariranno presto. Sarà un disastro ed è per questo che sto parlando di ciò, di questi popoli.”

Il Film Festival di Abu Dhabi ha presentato una selezione ricca ed emozionante. Con questa giovane rassegna un nuovo faro sta per accendersi nel panorama del cinema mondiale. Per maggiori informazioni: URL|abudhabifilmfestival.ae

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