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Wikileaks: "Operazione verità" sull'Iraq

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Wikileaks: "Operazione verità" sull'Iraq

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Le rivelazioni di Wikileaks sulla guerra in Iraq sono destinate a rilanciare le polemiche sull’intervento militare iniziato nel 2003. I 400 mila documenti rilasciati dall’Ong di Julian Assange dimostrano numerosi casi di tortura di cui il Pentagono era a conoscenza e la morte di almeno 15 mila civili di cui non si aveva notizia. Rivelati anche episodi qualificabili come crimini di guerra.

“Speriamo così – dice Assange – di correggere alcuni degli attacchi alla verità che sono stati sferrati prima e durante la guerra e che sono continuati anche dopo la fine ufficiale del conflitto”.
Ma secondo molti iracheni, le rivelazioni di Wikileaks non rappresentano una sorpresa: loro la verità sulla guerra la conoscono da un pezzo.

“Penso che questi documenti non dicano nulla al popolo iracheno, che siano pubblicati oppure no – dice un abitante di Baghdad -. Gli iracheni hanno vissuto direttamente la guerra e quello che è successo dopo”.

A differenza di quanto fatto col dossier del luglio scorso sull’Afghanistan, questa volta Wikileaks ha omesso i nomi dei protagonisti, evitando così l’accusa di mettere a rischio la vita di militari e informatori.