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Guerra in Iraq, Wikileaks svela le violenze dei soldati iracheni sui connazionali

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Guerra in Iraq, Wikileaks svela le violenze dei soldati iracheni sui connazionali

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Sei anni di torture inflitte dai soldati iracheni sui connazionali detenuti, gli Stati Uniti sapevano e non sono intervenuti. A rivelarlo il sito internet di analisi politica Wikileaks, che sulla base dei documenti raccolti sulla guerra in Iraq, tra il 2004 e il 2009, denuncia la morte di almeno sei prigionieri iracheni per le violenze del loro stesso esercito.

Rivelazioni rilanciate dai media di tutto il mondo, che riportano alla ribalta nuovi retroscena del conflitto, periodo in cui i detenuti iracheni sono stati quotidianamente frustati e picchiati, violazioni di Stato di cui Washington era al corrente, ordinando alle proprie truppe di non intervenire.

Secondo Wikileaks inoltre il conto delle vittime civili del conflitto non torna. Per 15 mila persone le cause della morte restano ufficialmente sconosciute, in particolare la scomparsa di centinaia di donne e bambini ai checkpoint.