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Avanti con la protesta. Terzigno non crede a Berlusconi

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Avanti con la protesta. Terzigno non crede a Berlusconi

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No alla discarica, no alle compensazioni. Alle promesse di Berlusconi, Terzigno e Boscoreale replicano con un rifiuto su tutta la linea. Nuove proteste e nuovi scontri con la polizia hanno salutato il vertice d’emergenza a Palazzo Chigi.

Affidamento della discarica delle polemiche alla Protezione Civile e risarcimenti ai comuni per 14 milioni di euro, la ricetta presentata dal premier. “Adesso – ha detto – interveniamo su quello che è il problema urgente e contiamo che grazie al nostro intervento, il problema troverà una soluzione in dieci giorni”.

Dove oggi sorgono le cave che ospitano le discariche – ha aggiunto Berlusconi – un giorno ci saranno prati e boschi. Tempi tecnici, secondo il premier, perché partano i termovalorizzatori, come quello di Acerra.

“Vedremo da qui in avanti come andrà a finire – dice Franco Matrone della Rete Comitati Vesuviani -. Noi non molliamo. Pensiamo di essere nel giusto. E’ un parco nazionale, un’area protetta, non può esservi discarica di alcun tipo. A maggior ragione aprirne un’altra da 4 milioni di tonnellate. Quindi qui siamo e qui resteremo, chiedendo legalità da tutti i punti di vista”.

Mentre a pochi chilometri la spazzatura comincia a soffocare Napoli, a esprimere preoccupazione sul dossier rifiuti è intanto anche Bruxelles. Oltre al blocco dei fondi sull’emergenza in Campania, l’Italia rischierebbe ora anche il deferimento alla Corte di Giustizia europea.