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Francia, linea dura del governo contro i "casseurs"

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Francia, linea dura del governo contro i "casseurs"

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Nella centralissima Place Bellecour di Lione hanno fatto il bello e il cattivo tempo, frenati soltanto dagli agenti in assetto antisommossa.

La polizia fatica a tracciare l’identikit dei cosidetti “casseurs” che hanno riempito le cronache degli ultimi giorni. Nei tribunali sfilano giovani di periferia e ragazzi di buona famiglia, gli uni e gli altri spesso senza precedenti penali.

Il presidente Sarkozy si è impegnato a non fargliela passare liscia:

“Non sono loro che avranno l’ultima parola in una democrazia, in una repubblica. D’altra parte non hanno niente a che spartire con chi protesta in buona fede. Non dobbiamo fare di tutt’erba un fascio. Saranno estati, trovati, e puniti”.

Il ministro dell’interno assicura che la situazione non è grave quanto la rivolta nelle banlieues del 2005. Ma preoccupa lo stesso.

A margine delle manifestazioni di queste settimane, la polizia ha fermato 1.900 casseurs. In gran parte sono minorenni e ai magistrati raccontano di aver agito nella foga del momento.

L’elemento di novità è la partecipazione di ragazze, come quella condannata a sei mesi di carcere per aver incendiato un cassonetto a Lione.