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I costi dello sciopero

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I costi dello sciopero

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Non siamo ancora alle tre settimane di blocco del 1995, quando i francesi scesero in piazza contro il piano Juppé sulle pensioni e la sicurezza sociale.

Ma i costi delle mobilitazioni stanno già mettendo in allarme le imprese e il governo. Secondo il quale una giornata di sciopero costerebbe 300 milioni di euro all’economia francese.

Nel 1995 questo ha significato un calo della crescita pari allo 0,3-0,5 per cento del pil.

Una goccia nell’oceano, per un paese con un deficit di 106 miliardi di euro, ma una goccia che potrebbe far traboccare dei vasi, cumulandosi con gli effetti della crisi finanziaria.

Gli scioperi del 2007 contro la riforma dei regimi speciali hanno prodotto perdite di 50 milioni di euro al giorno solo per le imprese della regione parigina.

Oggi, e nonostante un’adesione inferiore rispetto alle agitazioni di tre anni fa, le ferrovie calcolano in 20 milioni d’euro al giorno le perdite dovute alla sola paralisi dei treni.

Uno scenario aggravato dalla penuria di combustibili. Il blocco delle raffinerie ha provocato il prosciugamento di circa 4 mila stazioni di servizio. La conseguenza è che i prezzi di benzina, gasolio e cherosene sono aumentati del 2,1per cento nel giro di pochi giorni.

Da tre settimane poi i due principali porti petroliferi del paese, Fos-Sur-Mer e Lavera, sono bloccati dai manifestanti.

Una situazione che è già costata più di 30 milioni di euro e che potrebbe avere un impatto su oltre 200 posti di lavoro, secondo l’Unione marittima e fluviale.

E la mobilitazione dei camionisti rischia di peggiorare ancora le cose, unita all’impossibilità di rifornire i mezzi di carburante.

Se il blocco stradale continua, potrebbe essere un disastro per l’economia francese, che dipende dalla gomma per l’80 per cento del trasporto delle merci.

Ma anche i sindacati devono fare i conti con la propria resistenza economica. Un ferroviere in sciopero, ad esempio, perde circa 72 euro al giorno, per un costo che va dai 30 mila euro per i piccoli sindacati ai 400 mila per i grandi.

Nel complesso, comunque, il costo delle proteste resta ancora ben lontano dai 22 miliardi di deficit che il governo spera di colmare con questa riforma.