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Una seconda vita per i rifiuti elettrici ed elettronici

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Una seconda vita per i rifiuti elettrici ed elettronici

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Condensatori, trasformatori, pile, cavi.
Sono solo alcuni componenti dei rifiuti elettrici ed elettronici. Ogni anno ne produciamo 50 milioni di tonnellate nel mondo. L’Europa ha stabilito che devono essere riciclati. La Francia, che ha una filiera ad hoc dal 2006, è tra i paesi più ambiziosi: intende raccoglierne 10 chili per abitante entro il 2014.

Laëtitia Warzee, Eco-systèmes:
“Nel 2009 la raccolta è salita a circa 6 chili per abitante. Ma i francesi gettano circa 16 chili a testa all’anno di rifiuti elettrici ed elettronici. Di fatto nel 2009 non abbiamo raggiunto neanche la metà di quanto ci eravamo prefissi. A questo va aggiunto che la quatità di prodotti elettrici disponibili sul mercato raggiunge i 20 chili a persona. Ciò significa che oggi chiunque può acquistare potenzialmente 20 chili di prodotti elettrici ed elettronici all’anno”.

La seconda vita di questi apparecchi inizia nei punti di raccolta: qui siamo in una delle discariche di Nancy. La Lorena è una delle regioni francesi più attive e ha appena lanciato una campagna di sensibilizzazione.

Tutto il materiale viene trasportato quotidianamente nel centro di smistamento di Heillecourt.

Pape Gueye, responsabile del centro di smistamento:
“Una volta giunti sul sito, i materiali vengono per prima cosa sistemati per lotto. Vengono quindi pesati e identificati a seconda della provenienza”.

E’ il principio di “tracciabilità”. Ogni pezzo viene identificato e seguito lungo l’intero percorso di smaltimento tramite un database nazionale. Alcuni tipi di rifiuti vengono inviati verso centri specializzati. Altri sono trattati direttamente in loco. E’ il caso dei piccoli apparecchi elettrici.

Pierre Guyot, Director, Envie Lorraine:
“Qui troviamo di tutto: un macinino, degli altoparlanti. Un telefono, un lampadario. Un apriscatole elettrico. C‘è veramente di tutto. L’obiettivo è togliere tutto ciò che è pile, cartucce, inchiostro, nelle stampanti. Si tratta il materiale per smaltirlo in più tappe: lo si prepara allo smaltimento indistriale che avrà luogo successivamente. Qui si frammenta tutto in modo che materiali come plastica, ferro, acciaio o rame, possano essere riutilizzati a livello industriale”.

Tutti i vecchi televisori della Lorena finiscono nel centro di smaltimento Pompey. Ogni mese qui vengono smantellati 400 tonnellate di apparecchi.

Pierre Guyot, Director, Envie Lorraine:
“Una televisione, oggi viene riciclata fino al 98%. Il rifiuto non esiste praticamente più rispetto a prima, quando le tv finivano sotto due metri di terra e inquinavano cento metri quadrati di terreno per 50 anni. Oggi quando un televisore viene lasciato in discarica, non inquina più e questo vale per l’insieme dei rifiuti elettrici ed eletronici”.

Ed ecco come si ricicla un televisore.

Cédric, operaio:
“La prima tappa è togliere le carte elettroniche.
Secondo i tipi di tivvù, recuperiamo anche i trasformatori e condensatori: questi ultimi sono tra gli elementi più inquinanti. Ormai non si butta quasi niente”.

I privati sono sempre pèiù attivi. Ma la filiera ha ampi margini di miglioramento nel settore industriale: l’obbligo di smaltimento, a carico dell’azienda resta ancora poco seguito.