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L'Europa lavorerà più a lungo

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L'Europa lavorerà più a lungo

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La Francia scende in piazza per difendere l’età pensionabile. Ma questo parametro tanto mediatizzato non è che la punta dell’iceberg della riforma pensionistica. In realtà si va verso una fine della carriera legata più agli anni di contributi pagati che all’età pensionabile. Come in Svezia, paese che ha intrapreso una riforma modello dieci anni fa avanzando l’età della pensione a 67 anni, ma chi lavora di più è premiato.

In media nell’unione Europea gli uomini possono andare in pensione tra i 62 e i 65 anni, le donne tra i 60 e i 65 anni. Ma in realtà le cose sono molto piu complicate. L’età effettiva di cessazione dell’attività lavorativa è inferiore al limite legale. Per gli uomini non supera quasi mai i 60 anni. E molti pensionati arrotondano con un nuovo lavoro.

La bassa natalità in Europa e l’allungamento della durata della vita obbligano a cambiare rotta. Oramai
si parla di anni di contribuzione, circa 40 allo stato attuale, e in rapida ascesa. Il Regno Unito dove i fondi pensione sono soprattutto privati si passerà a 44 anni lavorati enl 2046. In alcuni paesi gli anni passati all’università contano come se si avesse lavorato.

Dietro la riforma delle pensioni si celano molti rompicapi sociali. Per esempio, far lavorare di più gli anziani ruba posti di lavoro ai giovani. E può portare a aumentare i rischi di incidenti sul lavoro.
Inoltre, la tendenza a privatizzare l’investimento delle cotizzazioni fa correre ai singoli il rischio di perdere tutto in un crollo della borsa.