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Iraq filo-iraniano? L'asse con Teheran terrorizza l'Occidente

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Iraq filo-iraniano? L'asse con Teheran terrorizza l'Occidente

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L’appoggio incassato a Teheran dal premier iracheno Nuri al Maliki allarma Israele e Occidente. Inquietudini che la stretta di mano col presidente Mahmud Ahmadinejad concretizza nel sostegno iraniano alla formazione di un governo sciita, che ponga fine all’impasse politica, di cui Baghdad è ostaggio dalle elezioni di marzo.

Scenario dichiaratamente auspicato dall’ayatollah Khamenei, che ha invitato le forze politiche irachene a stringere i tempi e accelerare le trattative per arrivare a un accordo il prima possibile. Appello che in patria è valso ad Al Maliki già il sostegno di Moktada Al Sadr: leader radicale del Movimento Sadrista, che in polemica con Baghdad, proprio in Iran si è ritirato in volontario esilio.

Germe di un’alleanza che rischia di estromettere la formazione laica sostenuta da Iyad Allawi e far sfumare il sogno statunitense di un governo di unità nazionale, che includa la minoranza sunnita.

Soluzione che nelle speranze di Washington eviterebbe di lasciare mano libera a Teheran dopo il ritiro delle proprie truppe dall’Iraq e in quelle di Tel Aviv di contenere l’influenza iraniana nell’intera regione.