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Blitz russo a Grozny. Liberato il parlamento, restano i dubbi

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Blitz russo a Grozny. Liberato il parlamento, restano i dubbi

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Il parlamento tiene, le certezze di Mosca vacillano. Liberato l’edificio e uccisi gli assalitori, il blitz delle forze russe a Grozny conferma tuttavia la fragilità degli equilibri in Cecenia.

Tra le 9 vittime dichiarate dalle autorità, tutti e 5 i membri del commando che aveva tentato di prendere il controllo del parlamento. Un nuovo campanello d’allarme per la già contestata guida del presidente Ramzan Kadyrov.

“Ormai sta diventando un classico – dice l’analista Alexei Malashenko -. L’ennesima conferma che Kadyrov non è in grado di mantenere il controllo della situazione. E non soltanto nel paese, ma nel cuore della Cecenia. A Grozny, la capitale”.

Esplosiva l’eredità delle due guerre con cui Mosca ha tentato dal 1994 di affermare la propria autorità sulla Cecenia e piegare i ribelli. A svuotare di significato la vittoria dichiarata a marzo dello scorso anno dal presidente russo Medvedev è l’evidenza dei fatti.

Una scia di sanguinosi attentati, che da Inguscezia e Ossezia del Nord alla metropolitana di Mosca hanno da allora fatto oltre 120 morti e dimostrato la fragilità del patto di ferro con Kadyrov: un contestato assegno in bianco su repressione e gestione interna, finora incapace di disinnescare la polveriera cecena.