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Francia, più duro il braccio di ferro governo-sindacati

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Francia, più duro il braccio di ferro governo-sindacati

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Anzichè placarsi, s’intensifica la protesta in Francia contro la riforma delle pensioni. Se tecnicamente non si può ancora parlare di sciopero ad oltrenza, la situazione nel settore dei trasporti e soprattutto nell’approvvigionamento di carburante resta critica. Oggi una nuova giornata di mobilitazione contro la legge voluta da Nicolas Sarkozy. Didier Le Reste, rappresentante della Cgt.

“L’inizio della settimana vedrà a un allargamento della protesta con delle azioni più incisive in settori come il trasporto stradale, l’energia, le poste e telecomunicazioni, la metallurgia” ha detto.

Se il governo nega che esista un rischio penuira idrocarburi, in particolare per l’aviazione civile, sono scattate contromisure nei confronti dei blocchi alle raffinerie. In Ile-de-France e in Seine-et-Marne è stato precettato il personale di una delle 12 raffinerie francesi in sciopero.

“Il diritto di sciopero non è il diritto di impedire l’accesso a un deposito di carburante” ha detto il Premier François Fillon. “Questa è un’azione illegale. E non è nemmeno il diritto d’impedire l’accesso ai luoghi di lavoro a quanti non intendono aderire allo sciopero”.

La riforma per l’innalzamento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni è ferma al Senato. Il Primo ministro promette che sarà votata. Un voto previsto in origine per mercoledì. Per domani, martedì, i sindacati hanno organizzato una nuova manifestazione.