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San Gottardo, sfida per un trasporto sostenibile

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San Gottardo, sfida per un trasporto sostenibile

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Il tunnel del San Gottardo mette sotto i riflettori per un giorno anche i minatori europei. Sono loro ad aver realizzato materialmente quest’opera colossale, che fa passare al secondo posto al mondo la galleria di Seikan, in Giappone, lunga “solo” 54 chilometri. Il tunnel svizzero è parte del progetto globale della nuova ferrovia transalpina. Preceduto dalla galleria di base del Loetschberg, aperta nel 2007, anche il nuovo San Gottardo dovrebbe contribuire a rendere più efficace e sostenibile il trasporto attraverso le Alpi.

Lungo 67 chilometri, situato a 2 mila metri di profondità, permetterà di collegare Zurigo a Milano in due ore e quaranta, contro le quattro ore attuali. Sarà attraversato da 300 treni al giorno. In quasi 15 anni di lavori, sono stati estratti 24 milioni di tonnellate di roccia, cinque volte la piramide di Cheope. Più di 2 mila gli operai coinvolti, di dieci nazionalità diverse.

La costruzione è stata finanziata dal contribuente svizzero. Gli elvetici sono andati più volte alle urne per approvare il progetto. I lavori preliminari sono cominciati a metà degli anni Novanta, gli scavi alla fine del 1999.

Il tutto per un costo equivalente a circa sette miliardi di euro e mezzo, più di quanto previsto all’inizio, il che non ha mancato di sollevare critiche.

Dal 2017, attraverso il San Gottardo i treni passeggeri potranno viaggiare a 250 chilometri all’ora, i merci a 160. Una rivoluzione non solo per Italia e Svizzera, ma per l’intera rete ferroviaria europea ad alta velocità. Sono ora in fase progetto altre due gallerie, i raccordi a nord e sud. Se mai un giorno il trasporto su gomma sarà un ricordo, questo tunnel avrà avuto un ruolo di primo piano.