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Polemiche sulla riapertura della MAL di Kolontar

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Polemiche sulla riapertura della MAL di Kolontar

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Malgrado le polemiche, riapre la fabbrica in Ungheria dove, il 4 ottobre, si è verificata la fuiruscita di fango tossico. La MAL di Kolontar, che produce alluminio e dà lavoro a 1200 persone, 10mila, compreso l’indotto, è adesso sotto il controllo del governo. Gli 800 abitanti di Kolontar sono stati autorizzati a tornare nelle proprie case, ma dovranno indossare delle maschere per non inalare le polveri:

“Il costo delle operazioni di recupero non dovrebbe superare i 20 miliardi di fiorini ungheresi, ossia meno di 100 milioni di euro – dice Zoltan Torok della Banca Reiffeisen – Non è una somma tale da distruggere il bilancio dell’Ungheria”.

Il fango rosso fuoriuscito da una cisterna ha provocato la morte di 9 persone ed ha inquinato un territorio di almeno 40 km2. Parte di esso, prosciugandosi, si è trasformata in polvere ed adesso circola nell’aria.

Per il professor Janos Szepvolgyi, direttore del Centro di ricerca chimica dell’Accademia ungherese delle scienze, non si prevedono problemi sul lungo periodo:

“Dopo aver ripulito l’area non ci dovrebbero essere ricadute per la salute delle popolazioni residenti”.

Secondo Greenpeace, però, attualmente il tasso di polveri sottili nell’aria è sei volte superiore al consentito e ci sono pericolosi residui chimici nel suolo.