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Pakistan: riforme in cambio d'aiuto

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Pakistan: riforme in cambio d'aiuto

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Devastato dalle inondazione, il Pakistan promette ai delegati internazionali riuniti a Bruxelles, le riforme per stabilizzare il Paese in cambio del loro aiuto.

Si è conclusa con una forte dichiarazione d’intenti la terza riunione del forum degli amici del Pakistan democratico, un tavolo ministeriale, dove sono rappresentati 26 Paesi e varie organizzazioni internazionali.

Quella di oggi, come ha ricordato il capo della diplomazia europea, Cathrine Ashton, non era una conferenza di donatori ma il senso del forum era prettamente politico.

Richard Holbrooke, l’inviato speciale USA per Afghanistan e Pakistan:

“Tutti in Pakistan dovrebbero verificare se si sta facendo il massimo in questo momento di grande bisogno. Capisco dai commenti fatti che i pakistani stanno esaminando il modo di rafforzare il proprio sistema fiscale”

A chiedere la riforma del sistema fiscale,giovedì, , così che anche i ricchi del Pakistan, pagando tasse proporzionate possano aiutare il proprio paese, lo stesso segretario di Stato americano Hillary Clinton.
Su una cosa a Bruxelles tutti erano d’accordo. Lo sviluppo di un forte sistema di democrazia e equità può aiutare Islamabad a combattere l’estremismo e il terrorismo. I veri convitati di pietra del forum.

Shah Mahmood Qureshi, ministro degli Esteri pachistano:

“Il problema dei Taleban non è stato discusso in questa sede, non era in agenda, in agenda avevamo avevamo il rapporto sull’energia, cosa dobbiamo fare per l’acqua, come creare istituzioni efficienti”.

Il corrispondente di euronews, Sergio Cantone, a Bruxelles illustra il clima del forum:
“Il governo del Pakistan fa di tutto per scacciare il fantasma dei talebani, qui da bruxelles, ma non c‘è niente da fare, è schiacciato alle proprie responsabilità dalle richieste informali degli occidentali, isommaper aiutare il Pakistan, il Pakistan deve aiutare se stesso. Come? Facendo le riforme economiche necessarie e soprattutto facilitando il dialogo con l’ala meno intransigente dei talebani”.