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Fao: malnutrito il 16 % della popolazione mondiale

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Fao: malnutrito il 16 % della popolazione mondiale

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La Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra il 16 ottobre ogni anno, è l’occasione per fare il punto della situazione sulla fame nel mondo. A questo scopo, euronews ha intervistato
Hafez Ghanem, vicedirettore generale dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la Fao.

Didier Burnod, euronews:
Sighor Ghanem, negli ultimi mesi c‘è stata una vera e propria impennata nei prezzi dei cereali, all’incirca più 60 per cento per il grano, più 40 per cento per il mais. La domanda e l’offerta, però, restano stabili. Come spiega questo fenomeno?

Hafez Ghanem, vicedirettore Onu:
Quest’impennata dei prezzi è cominciata a fine luglio, con la siccità in Russia. La siccità in Russia ha provocato un calo della produzione russa, e come lei sa la Russia è uno dei maggiori esportatori di grano.

Poi, ci sono state delle decisioni politiche. Per esempio, le restrizioni delle esportazioni russe e infine, la settimana scorsa, c‘è stato l’annuncio di un calo della produttività negli Stati Uniti, che colpisce il grano e il mais.

Ma lei ha ragione, a livello globale l’offerta e la domanda oggi sono un po’ in una situazione d’equilibrio, soprattutto perché abbiamo cominciato l’annata con un livello di scorte relativamente alto.

euronews:
Quali sono i primi paesi e le prime popolazioni colpite da quest’aumento dei prezzi?

Hafez Ghanem:
In situazioni come questa sono sempre i più poveri, i più vulnerabili, che devono importare le loro derrate alimentari, soprattutto in Africa e in Asia.

E noi oggi ci troviamo in una situazione in cui il 16 per cento della popolazione mondiale soffre di malnutrizione, il 30 per cento in Africa.

Adesso speriamo che da un certo punto di vista questo possa avere anche un effetto positivo. Che quest’aumento dei prezzi inciti i produttori, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, a produrre di più, a migliorare la loro produttività.

euronews:
E riguardo la crisi…

Hafez Ghanem:
Vediamo due effetti. Il primo è l’impatto diretto della crisi sui bilanci delle famiglie – soprattutto le famiglie più povere – a causa del calo dell’attività economica; a causa della diminuzione delle opportunità di trovare lavoro; e questo ha provocato, con i redditi delle famiglie in calo, un aumento della povertà e della fame. E l’anno scorso, il 2009, il numero di persone che soffrivano la fame nel mondo aveva raggiunto il miliardo – ed era dovuto a questa crisi finanziaria, e anche al livello relativamente alto dei prezzi dei prodotti alimentari.