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Dal ritrovamento alla rinascita: l'epopea dei 33

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Dal ritrovamento alla rinascita: l'epopea dei 33

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L’inizio della speranza. Era il 22 agosto: dopo numerosi tentativi andati a vuoto, le trivelle riescono a raggiungere il tunnel in cui dal 5 agosto sono intrappolati i 33. Che mandano in superficie il primo messaggio: stiamo bene.

Prima di poter avere le prime immagini da 624 metri sotto terra ci sono voluti 33 giorni di scavi. E’ il 9 ottobre quando il tunnel è pronto per cominciare l’operazione di salvataggio ribattezzata ‘San Lorenzo’.

La gioia dei 32 cileni e 1 boliviano che vivono per oltre 2 mesi in condizioni di elevata temperatura e umidità va di pari passo con la preparazione del moderno vascello della salvezza.

La capsula ‘Phoenix’, messa a punto dalla marina militare cilena in collaborazione con la Nasa, li dovrà riportare alla luce uno ad uno, con i suoi 54 centimetri di diametro “abitabili”, nel quali passare 16 minuti circa prima di arrivare in superficie.

Manuel Gonzales è il primo soccorritore a calarsi nelle viscere della terra per iniziare l’operazione. Quando arriva nella cavità, 600 metri più in basso, è già un eroe nazionale.

Una decisione ponderata per giorni fa cadere su Florencio Avalos l’onere e l’onore di essere il primo a risalire. Quando torna alla luce, ieri, dopo la mezza notte ora locale, c‘è la gioia della famiglia, del Paese e di mezzo mondo. Sotto ci sono ancora suo fratello e suo cognato. Il secondo ad uscire è Mario Sepulveda, ex-sindacalista, scoppiettante portavoce durante i 69 giorni di reclusione del gruppo.

Il resto è la cronoca di un’operazione di salvataggio storica, condotta in maniera impeccabile.