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Pechino, moglie Xiaobo conferma arresti domiciliari


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Pechino, moglie Xiaobo conferma arresti domiciliari

Ha confermato di essere agli arresti domiciliari a Pechino Liu Xia, la moglie del dissidente cinese e premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo. E lo ha fatto tramite un social network. “Non so quando potrò vedere qualcuno – ha scritto – Il mio cellulare è fuori uso e non posso fare né ricevere chiamate’‘. La notizia del provvedimento era emersa negli ambienti delle Ong.

La donna era stata autorizzata dalle autorità a far visita al marito in carcere per dargli la notizia dell’assegnazione del premio, che lui ha dedicato alle vittime di Tienanmen.

I fatti del 1989, come confermano due iscritte all’Università in cui studiò lo stesso Xiaobo, non sono molto conosciuti dai giovani. “Sappiamo che qualcosa è successo il 4 giugno, ma non che ciò avesse a che fare con lui” commenta una ragazza. “A scuola non abbiamo imparato cose in merito. A me ne ha parlato un insegnante straniero”. “Penso che le autorità vogliano proteggere il benessere delle persone e garantire la pace nella società” afferma un’altra studentessa. “La gente, quindi, non ha bisogno di saperne molto su questioni come quelle del 4 giugno”.

Liu Xiaobo sta scontando una condanna a 11 anni di carcere per attività sovversive, dopo aver promosso un documento a sostegno della democrazia nel Paese. Pechino ha definito “un’oscenità” la decisione di assegnargli il premio.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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