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Medici mobilitati per i minatori

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Medici mobilitati per i minatori

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Non esiste un libretto delle istruzioni su come salvaguardare la salute di qualcuno che sia rimasto bloccato per due mesi a 700 metri di profondità. A poche ore ormai dalla risalita, il bilancio è positivo: nessuno dei minatori ha dovuto affrontare gravi patologie durante il periodo di cattività. Per vegliare sulla loro salute, le autorità si erano rivolte all’Associazione cilena per la sicurezza.

Il direttore dell’Associazione, Alejandro Pino, spiega: “Quel che preoccupava la nostra équipe medica è che qualcuno potesse avere una colica renale, o un problema di appendicite… Che si verificasse una qualunque situazione di questo tipo”.

L’Associazione ha svolto test medici e psicologici quotidiani sui minatori dal momento in cui sono stati ritrovati dopo il crollo della miniera.

Nell’ultima settimana i test son diventati ancora più frequenti. Poco prima della risalita, due medici, uno della marina e uno della compagnia mineraria, scenderanno nel pozzo per portare assistenza.

Quel che temono gli specialisti sono i rischi di ipertensione o, al contrario, un crollo della pressione arteriosa, che potrebbero essere innescati dalla velocità della risalita. E poi, il pericolo di una coagulazione del sangue. Per scongiurarlo, i minatori stanno prendendo aspirina da domenica.

I 33 saranno dotati anche di calze contenitive e di una guaina. Sei ore prima della risalita, dovranno bere un liquido appositamente preparato dalla Nasa, per evitare di vomitare lungo il percorso. Che in effetti non sarà una passeggiata: la capsula potrebbe ruotare su se stessa una decina di volte nei venti minuti necessari per raggiungere la superficie.

Altra grossa incertezza è la gestione dello stress. Non solo durante l’operazione di salvataggio, ma anche una volta tornati all’aria aperta. Quando bisognerà fare i conti con la sindrome post-traumatica. Il dottore Franco Utili la descrive così: “È una sindrome caratterizzata da disturbi del sonno, da incubi, da attacchi di rabbia, da alterazioni dell’alimentazione, dovute al fatto che la persona rivive il momento del salvataggio o il momento in cui si è ritrovato intrappolato”.

I 33 hanno dato finora prova di una forza di carattere e di un ottimismo eccezionali. Qualità che serviranno in abbondanza per strapparsi dalle viscere di quella che sarebbe potuta essere la loro tomba.