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Kirghizistan alle urne per le legislative

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Kirghizistan alle urne per le legislative

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Seggi aperti in Kirghizistan, pronto a dar vita alla prima democrazia parlamentare dell’Asia centrale.

Lacerato dalle tensioni etniche, è un paese blindato quello che va a votare per le legislative. Ventinove i partiti in lizza per 120 seggi, sei quelli in grado di superare la soglia del 5%.

Parte bene il partito filo-russo dell’ex premier Felix Koulov ma in pole position ci sono due formazioni di centro-sinistra, legate al governo provvisorio di Roza Otumbayeva che dal canto suo promette: “Sia la parte che ha vinto il 7 aprile scorso che l’opposizione saranno rappresentate nel nuovo parlamento”.

La sfida per tutti è il ritorno alla stabilità, dopo il rovesciamento in primavera del presidente Kurmanbek Bakiev, i successivi, sanguinosi scontri fra khirghizi e minoranza uzbeka e le centinaia di vittime, feriti e profughi.

Tensioni appena sopite, che in molti temono possano esplodere ancora, soprattutto in caso di affermazione alle urne dei nazionalisti di Ata Jourt.