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Ucraina: verso l'Est o l'Ovest?

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Ucraina: verso l'Est o l'Ovest?

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Nel 1945, le tre potenze che avrebbero vinto la seconda Guerra mondiale si riunirono a Yalta, per instaurare un nuovo ordine mondiale.

Da sette anni, invece, politici ed economisti europei e ucraini arrivano in questa città della Crimea per discutere del futuro del mondo.

Quest’anno il Forum Yes “Yalta European Strategy”, si è incentrato sulla domanda: L’ucraina deve andare verso Est o verso Ovest?”. Presenti le massime autorità ucraine, il direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale e il commissario europeo all’allargamento.

Davanti ai politici occidentali, Yanoukovich si è rammaricato per la lentezza del processo di avvicinamento all’Unione europea: “L’Ucraina non ha altre opzioni che scegliere l’Europa, ma dato che l’Unione non è pronta a discutere dell’adesione dell’Ucraina, determineremo noi stessi l’agenda e il modo di procedere verso l’integrazione, in funzione dei nostri interessi nazionali”.

Bruxelles rifiuta di stilare un calendario preciso per un’eventuale adesione di Kiev all’Unione europea.
Per ora ipotizza solo un accordo d’associazione. Come precisa Stefan Füle, commissario europeo all’allargamento: “A ottobre abbiamo un incontro fra i negoziatori. E’ un accordo molto complicato, non riguarda solo la liberalizzazione del commercio. Questo accordo offrirà all’Ucraina l’accesso al mercato interno dell’Unione europea. Dobbiamo
essere consapevoli del valore aggiunto dell’accordo. I pro e i contro per entrambe le parti”.

Mentre Bruxelles riflette sulle modalità di questo primo passo verso l’integrazione, l’Ucraina, dopo l’elezione di Victor Yanoukovich, si è riavvicinata alla Russia.
A metà settembre i due presidenti hanno preso parte a una corsa automobilistica, e hanno attraversato assieme la frontiera russo-ucraina. Un forte segnale di disgelo dopo cinque anni di tensione.

Quest’anno la delegazione russa a Yalta era imponente. Tutti, come il ministro delle Finanze di Mosca, hanno sottolineato i progressi delle relazioni
bilaterali.

“Ho già detto – ha ribadito Alexei Kudrine – che abbiamo invitato l’Ucraina nel fondo anti-crisi della comunità economica eurasiatica. Se l’Ucraina diventa membro di questo fondo potrà, alle condizioni generali – ricevere degli aiuti. Fino ad allora, come rappresentante della Russia all’FMI, farò degli sforzi per convincere l’FMI a donare crediti all’Ucraina”.

In campo energetico, Gazprom è interessata al controllo del sistema di transito del gas russo verso l’Europa, via Ucraina.
Kiev, dal canto suo, vorrebbe che anche gli europei partecipassero alla modernizzazione degli impianti. Ma gli europei sono reticenti e un esperto ci spiega il perché.

“Una delle difficoltà per l’Ucraina – dice Alain Riley, Professore all’Università di Londra – è come convincere gli europei ad investire nel Paese, se possono ottenere il Gas dalla Norvegia, attraverso Northstream e Yamal One. Non si tratta della questione del transito del gas, ma di quanto gli ucraini svilupperanno le loro importanti risorse e proveranno a vendere il loro gas sul mercato europeo”.

Politici ed esperti ucraini hanno la tendenza ad affermare che il Paese ha priorità più urgenti che quella di ‘scegliere una parte’. Sentiamo l’organizzatore del Forum di Yalta. Victor Pinchuk:
“Dobbiamo fare le riforme, dobbiamo farle a qualunque costo. Noi Ucraini ne abbiamo davvero bisogno. E quando le faremo, o ci muoveremo in questo senso, gli altri ci cercheranno , e noi potremo scegliere con chi stare”.

Tanti i problemi dell’Ucraina ancora da risolvere, tra cio la riduzione delle spese di bilancio e il controllo del deficit. Solo così, entro dicembre, Kiev potrà ottenere la seconda tranche dei fondi dell’ FMI.