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Marie Holzman: "Il Premio Nobel proteggerà Liu Xiaobo"

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Marie Holzman: "Il Premio Nobel proteggerà Liu Xiaobo"

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Il Nobel per la Pace 2010 è stato assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo, che si trova in carcere. Mai un oppositore del governo cinese aveva ricevuto un simile riconoscimento. Per parlare della scelta del Comitato del Premio, euronews ha intervistato la sinologa Marie Holzman, presidente di ‘Solidarietà Cina’.

Pierre Assémat-euronews:
Signora Holzman, perché dare il Nobel per la Pace a Liu Xiaobo?

Marie Holzman, presidente di ‘Solidarietà Cina’:
È una decisione al contempo sorprendente e molto molto apprezzata. Penso che assegnare il Nobel per la Pace a un cinese sia come incoraggiare un quinto dell’umanità a continuare la sua lotta per la democrazia. È anche un modo per integrare la Cina nel mondo moderno. Questa dittatura che dura da 60 anni ha aspetti che sono totalmente arcaici. Ora che la Cina è diventata una grande potenza economica, è tempo che diventi una grande potenza politica.

euronews:
In concreto, qual è il peso di questo Premio Nobel per la Pace?

Marie Holzman:
Non possiamo dire che abbia un peso decisivo: non sappiamo che cosa riserverà il futuro. Ma potrebbe rappresentare un punto di svolta storico nell’evoluzione del Partito comunista cinese. È possibile che la popolazione si mobiliti e pretenda che il governo vada incontro a questo premio Nobel per la Pace.

euronews:
Pechino ha definito la scelta “un’oscenità”. La Cina è la seconda potenza economica mondiale, ma non ha mai conosciuto la democrazia. Questo premio può spronare il Paese verso un’apertura?

Marie Holzman:
Perché no? In Cina ora ci sono delle rivendicazioni molto forti. Abbiamo visto a luglio movimenti operai reclamare una rivalutazione dei salari. Si vedono tutti giorni contadini che protestano per espropriazioni, o persone che lo fanno perché hanno perso le loro case, o sono state espulse, e via dicendo. Il governo cinese, quindi, è seduto su un vulcano in questo momento. Ma non è detto che questo Nobel per la Pace provochi l’esplosione del vulcano, vale a dire una fortissima pressione della popolazione sul Partito comunista cinese affinché promuova riforme politiche.

euronews:
Liu Xiaobo sta attualmente scontando una pena a undici anni di carcere. Cosa comporterà per lui questo Premio?

Marie Holzman:
Per prima cosa lo proteggerà: è ovvio che non si può maltrattare troppo un premio Nobel per la Pace perché prima o poi, anche se tra dieci anni, uscirà dal carcere. La stampa lo incontrerà, sarà fotografato…quindi è importante mantenerlo in buone condizioni. È un po’ triste doverlo dire così. Allo stesso tempo, il Premio avrà un enorme impatto nel carcere in cui si trova Xiaobo. È chiaro che tutte le guardie carcerarie sapranno chi è. E anche l’entourage di sua moglie Liu Xia. Al momento lei ha molte difficoltà, per esempio, a incontrare giornalisti e personalità straniere. Il Premio, quindi, avrà un impatto sia nell’entourage di Liu Xiaobo sia all’interno dell’intera Cina.