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Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace 2010

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Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace 2010

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Una vita dedicata alla lotta per la democrazia. Liu Xiaobo, intellettuale, ex docente di letteratura, è prima di tutto un veterano della dissidenza cinese. A 54 anni riceve il premio Nobel per la Pace mentre sta scontando in carcere una pena a undici anni. Il suo impegno dura da decenni ed è costellato da lunghe detenzioni. Qui, nel 1995, durante un periodo di libertà, seppur sorvegliata, sosteneva: “La voce del popolo non sarà messa in a tacere, anche se il governo mantiene alta la sua pressione. Se le persone continueranno a protestare, l’esecutivo dovrà ascoltarle”.

Nel 1989, di ritorno da New York, dove ha insegnato alla Columbia University, sostiene gli studenti che chiedono riforme democratiche, a Tienanmen. Sulla celebre piazza partecipa a uno sciopero della fame.

Dopo la cruenta repressione del movimento, Liu Xiaobo viene imprigionato per un anno e mezzo senza alcuna condanna. Poi, tra il 1996 e il 1999, il regime lo manda in un campo di lavoro per “rieducarlo”.

Escluso dall’università, partecipa alla Carta08, un testo in cui si chiede il rispetto dei diritti dell’uomo ed elezioni libere e democratiche in Cina.
Proprio per la Carta08 il giorno di Natale, nel 2009, viene condannato a 11 anni di reclusione. L’accusa è istigazione alla sovversione ai danni dello Stato.

Sua moglie Liu Xia l’ha visto l’ultima volta lo scorso 7 settembre. Il morale, racconta, è alto, ma la sua salute è fragile.